Il ritmo ha fatto i capricci: "Introduzione alle musiche e alle danze del ‘900" 29-30 luglio 2006 a cura del M° Paolo Bartolani Il termine “ritmo” secondo l’etimologia della parola greca (rhythmós) indica in modo generale una strutturazione temporale ed è una delle parti costitutive del melos. Lo stesso Platone applica il concetto di ritmo al movimento del corpo, ovvero alle sequenze di movimenti che si succedono in lenti e rapidi secondo un determinato metro. Questo significato molto ampio non attiene soltanto alla musica ma si riferisce anche alle arti visive, al linguaggio della parola e alla vita organica. Molte parole quali metro, periodo, durata, accento forte e debole, pulsazione vengono utilizzate per definire il ritmo musicale. Nel corso della storia della musica occidentale che va dal ‘700 ad oggi il ritmo e’ passato dall’essere un parametro complementare agli altri elementi musicali, principalmente nelle musiche degli autori del periodo classico (Bach, Mozart, Haydn) per assurgere nelle musiche del ‘900 a parametro dominante e caratterizzante(Bartok, Stravinsky, Debussy). Ascolteremo alcune opere musicali molto note a tutti per comprendere come da un ascolto lineare della musica tonale, caratterizzata da un ritmo e una tessitura musicale prevedibile, si e’ arrivati nel ‘900 a musiche caratterizzate da discontinuita’ estreme e non-linearita’ ritmiche. Questa prima conversazione sulla musica, si avvarra’ di molti esempi musicali tratti dal repertorio delle musiche del ‘900 e attuali e richiede a tutto il pubblico presente, un ascolto attivo, disposto ad immaginare, ricomporre mentalmente una serie di esempi musicali per esplorare determinati aspetti del procedimento ritmico. |