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Municipio:
tel. 0722/986225
e-mail:
comune.piobbico@provincia.ps.it
II nome deriva da Plubicum per diventare poi Piobicum e da
qui Piobbico. Il toponimo può indicare la presenza di un
luogo pubblico in uso presso i romani per raccogliere
tributi e imposte, il che indurrebbe a pensare a origini
romane dell'abitato. Il sito è ideale, poiché si sviluppa
alla confluenza di due fiumi, il Biscubio e il Candigliano
che si uniscono al centro del borgo sito in una ridente
vallata racchiusa tra due montagne, il Monte Nerone e il
Monte Montiego. La storia della cittadina è legata
strettamente a quella dei Brancaleoni, Signori del posto, il
cui splendido Castello si staglia nel centro del Borgo
medievale chiuso da due porte.
Da visitare E’ uno
dei più bei palazzi del Montefeltro, il Castello dei
Brancaleoni, edificato a partire dal tardo Medioevo fino al
Seicento inoltrato: il complesso di oltre cento stanze
(alcune delle quali con stucchi eseguiti nel 1575 da
Federico Brandani) e Chiesa privata dedicata a San Carlo
Borromeo, è costituito da ampie sale nel piano terra e da un
piano nobile raggiungibile tramite un lungo corridoio su cui
affaccia una leggiadra loggia. Nei locali è ospitato
l'interessante Museo Civico Brancaleoni, un museo
geo-paleontologico dove, oltre alla ricca e ben documentata
sezione dedicata ai fossili, è esposto un esemplare di ursus
spelaeus proveniente da una grotta del Monte Nerone e
risalente a 300-350 mila anni fa. Il suggestivo Borgo ospita
la Chiesa di Santo Stefano del 1788 alle cui pareti sono
stucchi del Brandani. Nei pressi dell'abitato sorge la
storica Chiesa di Santa Maria in Val d'Abisso risalente all'XI
secolo, ma in seguito più volte rimaneggiata, nel cui
interno sono interessanti dipinti.
Per saperne di più
Ancora viva è la tradizione dei tappeti di lana realizzati a
mano in vecchi telai. Unico esemplare ancora funzionante in
Italia, l'orologio anti-orario posto all'ingresso del
Castello, si legge in senso antiorario da una parte e in
senso orario dall'altra. Piobbico ospita il curioso Club dei
Brutti. Nella zona si coltivava il guado, dalle cui foglie,
macinate e polverizzate, veniva ricavato il colore azzurro
usato per tingere i tessuti.
Da gustare
Appartengono alla tradizione locale piatti come cappelletti
in brodo di tacchino, passatelli in brodo di cappone,
lumachelle con intingolo e soprattutto polentone alla
Carbonara. Ottima è l'acqua minerale Santa Maria.
Da praticare
DA PRATICARE. È. presente un Centro di Educazione
Ambientale; il territorio del Monte Nerone, inserito negli
itinerari proposti dal Trekking dei Fuochi, è caratterizzato
da oltre 200 km di sentieri segnalati; numerose sono le
grotte visitabili con guide specializzate. Nel paese campi
da tennis, di calcio e piste polivalenti, permettono di
praticare vari sport.
Da scoprire II Monte
Nerone rappresenta un'oasi naturale con specie arboree
autoctone studiate fin dal 1500 dallo studioso locale
Costanzo Felici. Da vedere: la Balza della Taddea, un luogo
leggendario d'incomparabile fascino, l'antico Mulino nei
pressi di Santa Maria in Val d'Abisso, i ruderi del Castello
dei Pecorari, i ruderi dell'Eremo di Morimondo lungo il
Fosso dell'eremo.
Da non perdere Premio
Costanzo Felici (giùgno); Sfilata storica in costumi
medievali (ultima domenica di Agosto); Sagra del Polentone
alla Carbonara (prima domenica di settembre); Processione
delle Rocche (8 settembre); Elezione del Presidente dei
Brutti (9 settembre); Mostra Mercato del Fungo (seconda
domenica di ottobre); Presepe vivente (domenica che precede
Natale).
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