La struttura rilevata nel 1991 era una delle tante case rurali in abbandono nelle campagne italiane. Essa data come nucleo originario 1546 (la data è impressa sulla lastra frontale del camino della casa) ma ha subito in seguito modifiche ed allargamenti dovuti alle esigenze e alle vicende produttive della famiglia rurale che l’ha posseduta consecutivamente dalla fondazione al 1991. Si trovava in uno stato di fatiscenza con pericoli statici per cui il primo intervento è stato di natura statica con l’attenzione a rispettare il più possibile la struttura originaria.
Il restauro del manufatto seguito al risanamento strutturale si è improntato allo stesso criterio di rispetto dei materiali, delle tecniche e dei criteri usati nella tradizione locale. Gli stessi arredi introdotti, sebbene non della casa, sono consoni all’ambiente socio-economico e culturale del posto. Così il rispetto del territorio con gli interventi sulla terra ci è sembrato bello e doveroso con l’inserimento delle sole piante autoctone, dai frutti alle rose selvatiche, perché si integrino con l’estetica ambientale nel modo più morbido possibile.

Gli spazi
Ha 10 ampie camere doppie con bagno, di cui 6 godono di ingresso autonomo, e a due è annessa una seconda camera.
Grandi ambienti comuni: uno per la prima colazione, la vecchia “cucina” di circa 65 mq adibita a sala pasti, un soggiorno altrettanto ampio come sala lettura e biliardo e, in un corpo staccato, un ampio spazio per riunioni, sala proiezioni e laboratori attrezzati.